Constatazioni e consigli in merito alla convivenza fra maschi



Se la psicologia animale vuole rimanere su un terreno concreto e non perdersi in giochi di parole indimostrabili, puo' essere solo "RICERCA ETOLOGICA".Lo sforzo non e' rivolto puramente alla descrizione, ma all'interpretazione del senso e del tipo dei diversi fenomeni comportamentali, nonche' alla loro spiegazione da un punto di vista scientifico.

A tale proposito non si deve cercare di comprendere le manifestazioni comportamentali di un animale, senza tener conto del suo ambiente, perche' il comportamento funge da riferimento fra individuo e ambiente. Non e' detto che ogni cane si comporti come unaltro, per via del suo innato assetto istintivo, esistono invece differenze comportamentali individuali assai sottili che formano il carattere peculiare del singolo. Esse si basano in parte su fattori ereditari e in parte su diversita' dovute a esperienze personali.Cinofili e allevatori sanno molto bene come i singoli animali di una specie e razza, anche se fratelli, manifestano a volte un comportamento sorprendentemente diverso, pur trovandosi in situazioni analoghe.Ogni individuo ha per cosi' dire, una propria individualita': per l'uomo si parlerebbe di personalita' o di carattere.

Da quattro anni possiedo un terranova e da due un san bernardo, entrambi maschi. Il primo compira' 4 anni a dicembre, mentre il secondo ne ha fatti 2 a febbraio; entrambi sono in famiglia dall'eta' di 2 mesi. Cani dotati di un carattere molto equilibrato, estroverso, affettuosissimo e giocherellone, nella convivenza mostrano pero' un ritorno al comportamento sociale del lupo, su basi di dominanza e sottomissione. Tra essi si e' sviluppata una gerarchia che e' mantenuta mediante comportamenti rituali, senza lotte, racchiusi in una sorta di reciproca coesione. L'espressione facciale, alcune posture del corpo e l'espressione degli occhi, sono alcuni dei mezzi che manifestano per rinforzare la dominanza. I segnali sociali sono comunque cosi' deboli che e' difficile notarli e, a volte, non si e' neppure in grado di capire chi dei due sia il dominante.

Poiche' eventuali lotte comporterebbero il rischio di lesioni fisiche, lo scopo dell'intervento dell'uomo e' se mai quello di favorire l'instaurarsi e lo stabilizzarsi di una gerarchia che mantenga la pace tra i cani; cio' si ottiene talvolta punendo fisicamente il cane destinato ad essere subordinato, ogni volta che resiste all'altro.

In questo caso l'intenzione e' di continuare a far mantenere la dominanza al piu' anziano, cosa che fino ad ora mi e' riuscita grazie ad un intervento effettuato fin dalla giovane eta' sul san bernardo. Dato il carattere notoriamente ostico di questa razza nei confronti dei propri simili, non ho avuto subito a che fare con un subordinato, anzi, ma come ho accennato prima, decisivo e indispensabile e' stato intervenire, per mantenere una buona convivenza tra i soggetti.Decisivi sono infatti i tipi di interazione tra proprietario ed animali, che provocano spesso le lotte fra quest'ultimi, per cui si ha la situazione in cui violente risse scoppiano in presenza del proprietario, ma mai in sua assenza, e cio' prova che la causa principale della lotta e' l'interferenza del proprietario nelle relazioni di dominanza-sottomissione che normalmente invece mantengono la pace tra i cani, quando il padrone e' assente. Il fatto e' che, quando i cani sono insieme al proprietario, cercano di ottenere l'attenzione: il dominante si aspettera' di riceverla per primo ed in misura maggiore, mentre il subordinato potra' tentare di sovvertire la gerarchia. Non bisogna percio' favorire il cane sottomesso, perche' potrebbe associare la presenza del padrone a protezione e quindi cercare di tenere testa al dominante. Tale insubordinazione potrebbe provocare un improvviso attacco di quest'ultimo. Quindi e' importante che l'uomo capisca che per i cani e' naturale accettare un ruolo di dominante o di sottomesso.Io penso che il comportamento migliore da adottare, da parte del proprietario, sarebbe quello di integrarsi al massimo, amalgamandosi fra i soggetti, tanto da divenirne il capo-branco, quindi lui stesso dominante. Tenere in bocca un pezzetto di cibo ed aspettare che l'animale lo venga a prendere dalle nostre labbra, fa si che si instauri un rapporto sottomesso-dominante, fra il cane e l'uomo: comportamento tipico dei cuccioli nei confronti dei piu' anziani, quando leccano il muso del cane adulto per elemosinarne il cibo, finche' quest'ultimo non lo rigurgita.

Importante e' anche reagire, in modo fulmineo e decisamente intransigente, quando il cane cerca di difendere un osso o un altro oggetto ringhiando. In simili casi bisogna torglierglielo subito e punirlo scuotendolo per la collottola. Questo trattamento va ripetuto finche' l'animale non lascia volontariamente l'osso, come si addice all'individuo di grado inferiore, quando gliene si avvicina uno di posizione piu' elevata. Se non si interviene subito, l'animale acquista l'errata convinzione che gli uomini sono essere viventi di infimo grado,con cui si puo' fare cio' che si vuole, basta solo comportarsi in modo aggressivo.Per mantenere un reciproco "rispetto" tra i due, e' quindi basilare non far nascere gelosie che, il piu' delle volte, scaturiscono da nostri inconsci comportamenti di preferenza, rivolti ad uno solo di questi; insomma trattarli il piu' possibile con coerenza.

Il cane, come essere sociale, possiede non solo le naturali premesse, ma anche una pronunciata esigenza di inserimento in un ordine spaziale, temporale e sociale: com'e' noto anche nelle mute di cani regnano regole severe. Se quindi, attraverso un atteggiamento inflessibile, non si consente all'animale una sua precisa collocazione come compensazione dell'ordinamento naturale vigente nella uta di cani, esso prendera' appunto abitudini riprovevoli, nocive a chi gli sta vicino e a se stesso.

Chi ama il proprio cane, lo allevi con severita' fin dal primo giorno, una severita' che non si deve intendere come rozzezza, brutalita' o mancanza di sentimenti, bensi' solamente decisione ed equilibrio......

di: Alma Rita Brandola